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DISPOSIZIONI REALIZZAZIONE IMPIANTI DI RACCOLTA ACQUE REFLUE DOMESTICHE NON ALLACCIATI A RETE FOGNARIA ED ADEGUAMENTO IMPIANTI ESISTENTI

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OGGETTO: DELIBERA CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO N° 42 DEL 27/09/2007 E DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO N° 219 DEL 13/05/2011 – DISPOSIZIONI REALIZZAZIONE IMPIANTI DI RACCOLTA ACQUE REFLUE DOMESTICHE NON ALLACCIATI A RETE FOGNARIA ED ADEGUAMENTO IMPIANTI ESISTENTI.

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Con Deliberazione di Consiglio Regionale del Lazio n° 42 del 27/09/2007, art. 22, sono state istituite nuove disposizioni per la realizzazione degli impianti di raccolta di acque reflue domestiche originate da case sparse, da insediamenti residenziali e da insediamenti isolati inferiori a 50 abitanti/ettaro, se non allacciati a rete fognarie.

Con detta norma è stato stabilito che i nuovi sistemi di smaltimento e quelli preesistenti, da adeguare, questi ultimi entro la data del 31/12/2008 se realizzati per fabbricati ubicati in “aree sensibili” (per aree sensibili si intendono quelle ricadenti in zona di rispetto e tutela delle falde idriche) ovvero entro la data del 22/12/2015 se ricadenti in bacini diversi dalle “aree sensibili” devono essere realizzati con sistemi biologici di tipo vasca imhoff con successiva subirrigazione o evapotraspirazione fitoassistita dei reflui trattati.

 

Con successiva Deliberazione di Giunta Regionale del Lazio n° 219 del 13/05/2011, sono state meglio definite le disposizioni impartite con la richiamata Deliberazione n° 42/2007. Con questa deliberazione sono state individuate le caratteristiche tecniche degli impianti di fitodepurazione, ma soprattutto sono state apportate parziali modifiche alle dispozioni impartite con la Deliberazione n° 42/2007. E’ stato altresì stabilito il “dimensionamento della superficie traspirante che deve essere pari a mq. 8/10 di superficie minima per utente” per gli scarichi esistenti o di nuova realizzazione con il sistema di evapotraspirazione.

 

Con la deliberazione di Giunta Regionale del Lazio n° 219/2011, è stato inoltre stabilito che in casi eccezionali, laddove non è possibile la realizzazione dei “nuovi” impianti o l’adeguamento di quelli esistenti, la depurazione potrà essere effettuata con altre tipologie impiantistiche che sulla base delle migliori tecnologie disponibili assicurino performance della qualità degli scarichi in accordo ai limiti della normativa vigente.

 

Nella pratica quando non ci sono aree di terreno disponibili sufficienti per realizzare altri sistemi di smaltimento di liquami o laddove il terreno risulta permeabile solo ad una certa profondità, rimangono in essere gli impianti esistenti con l’apporto però di migliori tecnologie tali da assicurare la qualità degli scarichi.

 

Condizione indispensabile la verifica del livello massimo della falda idrica, che dovrà essere comunque, in ogni stagione, almeno di due metri inferiore al fondo del pozzo disperdente e che tra il fondo del pozzo stesso e la falda esista almeno uno strato di terreno impermeabile a protezione della falda.

 

La profondità del pozzo dovrà comunque essere sempre tale che il sistema rientri comunque nello strato superficiale del sottosuolo.

 

Per quanto sopra, perché le norme delle richiamate deliberazioni di Consiglio Regionale del Lazio n° 42/2007 e di Giunta Regionale del Lazio n° 219/2011 vengano rispettate, si dispone che:

 

  • Per i fabbricati ubicati in aree sensibili, che sono quelle meglio descritte nella premessa, gli impianti di raccolta delle acque reflue devono essere obbligatoriamente adeguati immediatamente posto che la citata deliberazione di Consiglio Regionale del Lazio n° 42/2007 obbligava l’adeguamento degli stessi già entro la data del 31/12/2008. Resto inteso che per gli impianti non ancora adeguati dovranno essere obbligatoriamente applicate le sanzioni di legge.

  • Per i fabbricati ubicati in aree diverse dalle c.d. aree sensibili gli impianti di raccolta delle acque reflue dovranno essere adeguati entro e non oltre la data del 22/12/2015. Ne deriva che a far data dal 1° gennaio 2012 tali impianti non potranno essere più oggetto di rinnovo della relativa Autorizzazione allo scarico.

  • Nei soli casi, laddove non è possibile la realizzazione dei nuovi impianti o adeguare quelli esistenti per le motivazioni sopra riportate (quando non ci sono aree di terreno disponibili sufficienti per realizzare altri sistemi di smaltimento di liquami o laddove il terreno risulta permeabile solo ad una certa profondità) gli impianti di smaltimento in essere, realizzati con il sistema di “pozzo assorbente e fossa del tipo imhoff” devono essere “adeguati” con sistemi tali da assicurare performance della qualità degli scarichi in accordo ai limiti della normativa vigente. Il rinnovo di tali impianti potrà avvenire previa presentazione di apposita richiesta nei modi e nei termini di legge, con allegata relazione geologica dalla quale dovrà risultare che il terreno risulta permeabile solo ad una certa profondità e che il livello massimo della falda idrica, sia comunque, in ogni stagione, almeno di due metri inferiore al fondo del pozzo disperdente e che tra il pozzo stesso e la falda esista almeno uno strato di terreno impermeabile a protezione della falda stessa. Il tutto dovrà essere comunque presentato ed adeguatamente dimostrato nel rispetto di quanto riportato nella più volte citata Delibera di Giunta Regionale del Lazio. n° 219/2011.

    Zagarolo 26 Ottobre 2011
    IL CAPO AREA
    Giuseppe Fontana

26/10/2011
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